“Viola mammola’s flight”…and your heart stop beating…and eyes get full of nature…pure energy!

 

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Il volo della viola mammola

…. e il cuore si placa davanti a lei.

Se non avete ancora mai incontrato una viola mammola, queste sono le giornate migliori per farlo, quando i prati sembrano cuscini carichi di colori e gli occhi si riempiono di natura. Energia allo stato puro!

Non c’è bisogno di ansiolitici o tranquillanti, in quest’era che stiamo attraversando nella quale tutti sembrano divorati da malesseri ed insicurezze; la viola mammola come estensione e rappresentazione di un pensiero che tranquillizza rimane ancora un punto fermo nelle mie giornate.

Racchiudo così in una bottiglia tutta la sua essenza:

Sciroppo di viola mammola

Dopo aver raccolto un litro circa di fiori di violetta metteteli in un vaso di vetro ricoperto all’esterno di carta stagnola assieme a 300ml di vino bianco e 700 ml di acqua fredda.

Lasciate così riposare il vaso dai 4 ai 7 giorni rigirandolo di tanto in tanto. Trascorso questo tempo filtrate il succo strizzando bene anche i fiori incorporate al liquido 500 gr. di zucchero e 20 gr. di acido citrico quindi portare tutto a bollore. Infine versare il liquido in bottiglie scure e conservare in un luogo fresco e possibilmente al buio. Consumatelo come fresca e dissetante bevanda estiva!

 

 

 

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Il pane e La panade

An ancient bread for the new year caming. Our traditions withing a dish. Happy new year to everyone !!!               Il Pane .. 

   ..se e’vero come e’vero,che nel DNA di ognuno di noi e’racchiusa la nostra storia , allora sono convinta che nel mio ci siamo piccolissime particelle della mia terra.                                      Il cosmo racconta una storia che è’ la nostra storia e noi ne facciamo parte..                                                                   Quale cibo più antico del pane , quello buono però quello che un tempo veniva fatto e sfornato una volta alla settimana per tutta la comunità .Tutto aveva origine da una massa non ben definita di acqua e farina , custodita e curata come fosse una persona . Accudita e sorvegliata come si fa con un bambino appena nato, passata di famiglia in famiglia cosicché tutti ne avessero cura . Si chiamava “lievito madre” e in esso vi era racchiusa l’essenza stessa del pane .    La Panade ..                                                  Questo era uno dei piatti preferiti da mia nonna . Lo preparava in poco tempo , la soddisfava molto ed era capace di risolvere la cena con niente!!                                                                Grazie a Lei e alla sua Panade capaci, dopo le abbondanze del capodanno , di riportarmi con i piedi per terra .. 
   Prendi due  pagnotte di pane raffermo e mezzo litro d’acqua. Cuoci nell’acqua  il pane almeno per un ora finché è’ ridotto in poltiglia.alla fine aggiungi un po’ d’olio e formaggio .

Una cena speciale per una notte speciale

Halloween…keep your table laid and switch a candle on ‘cause it’s a special night…do not be afraid…let the love flow.

  
“Lascia la tavola apparecchiata e accendi una candela perché questa è una notte speciale e non aver paura perché questo è un messaggio d’amore, serve per ricordare a chi non è più con noi che non ci siamo dimenticati di loro.”

Questo mi diceva mia madre la vigilia di Ognissanti ed io soltanto ora, che tanti affetti ho vissuto e tante persone non ho più ritrovato, comprendo fino in fondo il vero significato di quelle parole. Questa sera fate anche voi come me; preparate un piatto speciale e lasciatelo sul tavolo come se davvero dovesse arrivare un’ospite inatteso. Io preparerò i crauti con il cotechino e il minestrone di fagioli.

I crauti a mia madre piacevano un po’ aciduli e così io non li metterò a sbianchire ma li cucinerò direttamente assieme ad uno spicchio d’aglio e a qualche foglia d’alloro. A fine cottura li legherò con la “tride”, termine molto rappresentativo del nostro territorio, equivalente ad un roux color nocciola molto profumato.

Il cotechino che accompagnerà i crauti avrà solamente bisogno di bollire lentamente per lungo tempo; stessa cosa vale per il minestrone che preparerò con un mirepoix di verdure come soffritto, un bell’osso di maiale affumicato, dei fagioli borlotti secchi messi a bagno in acqua fredda già la sera prima, infine qualche patata della Monica.

Buona notte del ricordo a tutti!

  
   

A ciascuno il suo!

Each to his own! Serving stuffed gnocchi always turns out a success. Today I feel sweet sick: let’s have some plum gnocchi, then. The work is done at once. 

 
  
 
Servire a pranzo degli gnocchi ripieni è una garanzia di successo. La pasta è sempre la stessa (le patate lessate, passate al setaccio, impastate con uova e farina) ma il ripieno si modifica e cambia a seconda del momento, della stagione e anche dell’umore di chi cucina…si puó adoperare ogni tipo di verdura, carne, pesce, frutta fresca o secca…insomma ad ognuno il suo! 

Oggi che ho voglia di dolcezza: gnocchi ripieni con le susine che mi sono state portate dalla Marianna direttamente da Cabia. Si tratta di un ridente paesino di montagna dove con le susine si produce di tradizione un antico distillato, chiamato appunto “Sligoviz di Cabia”.

Tutto è subito fatto: mezza susina per ogni gnocco, li chiudo con un po’ di confettura e poi subito in acqua bollente. Appena vengono a galla li passo in padella con una noce di burro e un cu. di pane grattugiato, cannella e zucchero. Lascio andare fino a quando il pane prende un bel color nocciola, infine li servo caldissimi!

  

Il fiore che si mangia..

                     

…July blesses us with its stunning flowers: amid the crowd there come my golden pumpkin flowers, a treasure to be watched over… 

Il mese di luglio regala fiori bellissimi , ma fra tanti uno soltanto e’quello che più facilmente trova spazio nella mia cucina . 

Il suo colore ocra intenso riempie di luce e d’allegria i piatti e mette il buonumore solo a guardarlo.            Preparato fritto, farcito, dorato, im pastellato; cotto al forno o al vapore, messo in mezzo ad una frittata, sminuzzato dentro ad una minestra, frullato per un ripieno o per un risotto…mille sono i modi per prepararlo e, nella sua disarmante semplicità , riesce sempre a soddisfare le forchette più esigenti!!!

I miei fiori di zucca dorati :      

prendo dei fiori di zucchina appena colti e li pulisco delicatamente con un foglio di carta assorbente liberandoli internamente del loro pistillo. A parte preparo una pastella leggera separando il tuorlo delle uova dall’albume. Sbatto i rossi con un po’ di farina di riso a aggiungendo un pizzico di sale del formaggio grattugiato e per ultime le chiare montate a neve .                            Riscaldo l’olio a 18o gradi , quindi friggo i miei fiori passandoli nella pastella uno ad uno e li adagio su di un foglio di carta assorbente per fritti . I fiori di zucca io li servo ancora caldi accompagnati da un buon bicchiere di birra artigianale freddissima !!! 

  
  
 

I piatti in piazza

That’s my Spring herbs feast: stuffed gnocchi dressed with fir-buds sauce and toasted hazelnuts… If you just close your eyes you’ll be able to enjoy the very odour of our woods. Unspoilt emotion!

   
 
I piatti in piazza

L’appuntamento più goloso, quello a cui nessuno può mancare, accade ogni anno in Primavera qui nel mio paese. Le strade si vestono a festa e tutta la gente si riversa curiosa per i borghi e le vie più nascoste per gustare e apprezzare manicaretti unici per la loro genuinità. Ci si può trovare di tutto, dal dolce al salato, dalle deliziose e profumatissime frittelle fatte con il fiore della pianta di Sambuco a degli gnocchi ripieni che lasciano in bocca il gusto del bosco.

La mia festa delle erbe di Primavera: gli gnocchi ripieni alle erbe di campo con salsa ai germogli di abete rosso e nocciole tostate…

Preparo la pasta per gli gnocchi utilizzando delle patate vecchie e farinose e la stendo con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia non troppo sottile. Prendo un coppapasta di media grandezza e formo dei dischetti al centro dei quali adagio un cucchiaino d’impasto che ho precedentemente preparato con una misticanza di Erbe di campo lessate e passate in padella con un soffritto leggero. Chiudo il disco arrotolandolo con il palmo delle mani. A questo punto preparo la salsa frullando alcuni germogli di abete rosso appena raccolti assieme a del mele di acacia, della scorza di arancia e a qualche cucchiaio di olio extravergine di oliva per emulsionare il tutto. Le nocciole tostate e un po’ di burro chiarificato andranno a formare il condimento per i miei gnocchi.

A voi non rimane altro che provare !

Buona festa di Primavera a tutti!!

  
   
 

Il bicchiere dell’orto

Not always Easter turns out the way you expect it…

  
La Pasqua non è sempre come tu la vorresti…

Quest’anno, per esempio, avrei voluto, affacciandomi al davanzale, ammirare tutti i colori che la Primavera porta con sè. Lasciarmi trasportare dalla luce viva dei primi raggi caldi del sole e riempire i miei polmoni d’aria fresca, magari con quell’inconfondibile odore d’erba appena tagliata…e invece no! Oggi il tempo è grigio con un’aria ancora fredda, giusta giusta per far riaccendere i fuochi nei camini e accatastare ancora un po’ di legna vicino l’uscio di casa. Decido allora di mettere un po’ di colore e odore di Primavera nei miei piatti.

Tante verdure coloratissime appena scottate: carote, asparagi, peperoni, zucchine, fave, sedano, piselli, conditi solo con una vinagrette leggera e un trito di erbe freschissime.

Prendo un bicchiere. Con un cucchiaio riempio il fondo di panna acida e una manciata di pepe, poi a cascata tutte le verdure e chiudo con un tocco di innovazione; al posto del pane tostano metto del grano di Quinua reale, quasi come a formare un crumble. Un giro d’olio extra vergine completa il piatto…Anzi il bicchiere!

  
  

Dedicato agli amici degli amici degli amici

 To the friends’ friends’ friends…provided that pastry-making is an art, savory pastries can go beyond our own imagination!

 
  
Dedicato agli amici degli amici degli amici…

Se la pasticceria è un’arte la “Pasticceria Salata” supera ogni immaginazione!

Riuscire a trasportare tutto il possibile in un’altra dimensione, fino a riudirlo ai minimi termini, è un’impresa assai ardua! Precisione, Fantasia e Ingegno sono doti indispensabili per ottenerei i migliori risultati, eppoi il Coraggio e la Tenacia sufficienti per non mollare mai!!!

Dedicato agli amici degli amici degli amici…buon aperitivo a tutti! 

Enjoy your happy hour!

  
  
  

Le ciambelle di Suor Regina

How many Carnivals colour our lives? How many masked balls, fancy dresses, float parades through the downtown streets, how much music and merry sound amid the confetti echoing…

  
 
Quanti Carnevali colorano le nostre vite? Quanti balli in maschera, quanti vestiti, quanti costumi, quante sfilate con i carri per le vie del centro, quanta musica e allegria, quanti coriandoli…

I Carnevali più belli che ricordo sono quelli trascorsi nel vecchio asilo del mio paese dove anche le suore quel giono si divertivano assieme a noi e tutto pareva fantastico. Si ballava, si cantava e si mangiava. Tutti portavano qualcosa: crostoli, frittelle, bignole, e caramelle, ma le ciambelle di Suor Regina erano davvero speciali, così come lo era lei. Ancora oggi a Carnevale preparo quelle ciambelle tenendone fra le mani la ricetta come fosse una reliquia.

Metto a bollire le patate e quando pronte le passo al setaccio e ancora tiepide le impasto con uova, farina, zucchero e sale, la buccia dell’arancia grattugiata ed un po’ di lievito di birra. Do loro la forma classica della ciambella col buco e le metto a lievitare coperte nell’angolo più nascosto e caldo della cucina. Quando pronte (dopo un’oretta circa) le friggo in olio bollente e sono subito pronte da mangiare!

  
  
 

Il sûf di polente

Chill winds in the air, days are getting shorter and shorter. Heaven knows whether it will snow on Christmas Day…as waiting…”Il sûf di polente” cradles you in a warm embrace!

 

   
 L’aria si è fatta più frizzante, le giornate si sono accorciate, così il buio arriva prima la sera; chissà se quest’anno ci sarà la neve per natale. Qua lo sperano tutti, anche se nessuno lo dice, specie i più piccoli ai quali oggi dedicherò un piatto che è come un caldo abbraccio: il Sûf di Polente. Un miscuglio assai molle di farina di granoturco e farina di frumento, messe a bollire assieme in metà acqua e metà latte. Aggiunto un po’ di sale. Servito caldo in larghe scodelle, cosparso a piacere con dello zucchero e accompagnato a del latte freddo da versare sopra.

Rientrare a casa e trovare una scodella di sûf fumante pronto in tavola è certamente una delle cose più rassicuranti del mondo!